Alessandro Besselva Averame, per la redazione de Il Mucchio, firma la prima web review di Sandland:
Secondo album per i Jackie-O’s Farm dopo il debutto “Hard Times For Blonde Surfers” risalente a poco più di un anno fa, “Sandland” è un disco che rispecchia con una certa fedeltà la definizione che lo stesso gruppo dà di sé, indie pop: melodie limpide, a tratti pigre e indolenti, chitarre moderatamente sporcate di distorsione, qualche aroma brit pop recuperato dallo scorso decennio e un organo hammond che riporta viceversa su lidi americani, verso un rock d’autore classico e quasi dylaniano. “Coffee And Cover” è un’ipotesi di power pop solida e immediata, puntellata da efficace chitarre e attraversata da un ritmo vivace, e la mano felice del gruppo non si smentisce nella restante parte della scaletta, toccando di tanto in tanto momenti più sostenuti (“Killer In Love”, ballata mid-tempo zuccherosa ma non troppo e appiccicosa quanto basta, un po’ come se gli Yuppie Flu avessero preso una lieve sbandata per John Mellencamp), producendo memorabili intrecci di chitarra al servizio di una melodia ariosa (“Wide Awake”), spingendosi pure (con meno successo, almeno per chi scrive) in territori funk-rock con “Wake Up”. Ne esce un disco caratterizzato da una buona dose di mestiere, qualche buona idea e un impianto complessivamente più che convincente.
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