Eugenio Iannetta parla di Sandland sulle pagine di SaltinAria, dicendo così:
Uscito in inverno, ma proiettato alla prossima estate. “Sandland” già mi fa provare la sensazione della sabbia sul corpo. Bravi i toscani The Jackie-O’s Farm, al loro secondo disco ufficiale.
Come dire “… che si fa stasera?”, e la risposta sarebbe “… mah, birra in spiaggia e musica?”.
Ecco come ci si sente ascoltando il secondo disco ufficiale dei The Jackie-O’s Farm, italianissimi dalla Toscana.
“Sandland” è una gradevole anticipazione dell’estate, ormai alle porte, ed il disco fa il filo alle sfilate di moda… esce in inverno per esplodere con l’arrivo della bella stagione. Una delle ultime uscite del 2010, ma anche una delle piacevoli sorprese del 2011.
Come non rimanere colpiti da brani intensi come “Coffee And Cover”, che apre il cd, oppure “Change Your Mind”, piuttosto che la title track “Sandland”, o anche “While”.
Ottima musica, e testi scorrevoli e mai pesanti, un gustoso sapore di limonata fresca e anguria, odore di salsedine e sabbia bagnata, riflessi di raggi solari su lisce tavole da surf, il rombo dell’infrangersi delle onde sugli scogli, le grida dei bimbi e le risa dei ragazzi.
Qualcuno potrebbe affermare che questo ultimo disco del quintetto labronico è l’ennesima prova di imitazione dello stile pop d’oltemanica. Non la penso così, perché intravedo un chiaro tentativo, da parte della band, di incamminarsi verso uno stile proprio, un’arte unica e distintiva.
Netto il miglioramento rispetto all’album d’esordio “Hard Times For Blonde Surfers”, ormai di un paio di anni fa, ma con lo stesso spirito, e le stesse sensazioni. Musica scritta intorno ad un falò, con un bicchiere di vino tra le dita, cinque amici al calar del sole, in riva al mare, intenti ad affondare i piedi scalzi nella fresca sabbia della sera. E a crear canzoni.
Bravi.
Grazie, di cuore.
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